La risposta ai teorici del niente, di Filippo Facci
"dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori".
Trovo questo fiore di pensiero libertario dove mai mi sarei aspettato di trovarlo: Il Giornale. E qui lo riporto, con un solo rammarico: non ho scritto io queste righe
(Articolo originale)
La risposta è questa: niente. Io rovescio la domanda, e chiedo a quei tanti che da settimane declamavano solo ciò che non andava fatto: dite, che cosa andava fatto? Mascherata da astratta difesa della vita, la loro implicita risposta resta questa: niente. Bisogna lasciare le cose come stanno. Bisogna lasciare che il caso Welby possa sembrare solo l'ultima baracconata dei Radicali, bisogna lasciar credere che Piergiorgio Welby fosse un depresso che chiedeva l'eutanasia: e non un uomo coraggioso che da anni aveva chiesto di poter evitare quella morte per soffocamento che nessun respiratore gli avrebbe infine evitato, un uomo che negli ultimi giorni di vita, invitato a resistere, rispose che non voleva più restare nel braccio della morte.
Un uomo che ha cercato di percorrere una via di legalità formale, un uomo come i tanti che si sono immolati in un Paese incapace di non procedere a strappi, un uomo che mercoledì notte ha chiesto che gli fosse staccato il respiratore non certo sulla base dei tempi della politica o della magistratura e purtroppo dello sciopero dei giornalisti: ha scelto e basta, ha rifiutato l'elemosina di un distacco clandestino, e non esiste il rischio che diventi una bandiera come teme qualche onorevole: lo è già. Ma ciò non si vuole. E allora bisogna lasciar credere che il nostro Paese non abbia neppure bisogno di una normativa più chiara: e non sull'eutanasia, che nessuno o quasi realisticamente chiede, ma sul maledetto accanimento terapeutico o sulla possibilità di un testamento biologico, sul cosiddetto consenso informato, ciò che c'è in tutta Europa mentre da noi c'è questo: niente.
È così chiara, la norma, che abbiamo delegato la vita o la morte di Welby alle carte bollate dei tribunali, oppure a medici secondo i quali per legge non si poteva intervenire mentre un altro medico ha pensato evidentemente di sì, sicché la spina l'ha staccata. È chiarissima, la norma. È per questo che anche il Consiglio Superiore di Sanità ha chiesto una nuova legge per distinguere tra accanimento e cura: perché è chiara. La verità, a latere del nostro prezioso dibattere, è che il fisiologico ritardo culturale della politica ha registrato un ulteriore distacco dalla realtà. Le opinioni sui giornali sono lampanti, ma mai abbastanza da illuminare il grigio di quella clandestinità italiana dove il decesso di centinaia di migliaia di persone è accompagnato da un intervento non dichiarato dei medici.
È stata un'indagine del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica di Milano, e non di Pannella, ad aver appurato che il 3,6 per cento di essi ha praticato l'eutanasia e il 42 per cento la sospensione delle cure, tipo appunto staccare un respiratore. È una rivista autorevole come Lancet ad aver sostenuto che il 23 per cento dei decessi, in Italia, è stato preceduto da una decisione medica, e che il 79,4 per cento dei medici è disposto ad interrompere il sostentamento vitale. Ma come stiano realmente le cose non interessa: la Commissione affari sociali, ieri l'altro, ha inspiegabilmente respinto la proposta d'istituire un'indagine conoscitiva sul fenomeno. Si fa, non si dice né si deve sapere. È questa la morale molto italiana che avvolge un dibattito che Welby chiese al Presidente della Repubblica, ricevendone in cambio questo nostro fumo: del resto si trattava solo di aspettare che morisse, scambiando per vita la sua agonia. Ora è finita.
Chi lo amava, chi nei suoi occhi leggeva ormai solo la più terrificante delle umane coscienze, chi in quella stanza osservava la morte che pazientava con clinica certezza, senza fretta, così da poterlo gratuitamente torturare, ora dice grazie.
Giornalisti, brutta razza
Roma 1
Un tassista e un autista di macchina a noleggio litigano. Vengono alle mani. Uno dei due viene colpito da un pugno. Cade a terra. Batte la testa. Muore il giorno dopo in ospedale.
Roma 2
Un tassista e due tossici che gli chiedevano l'elemosina litigano. Il tassista scende di macchina. Vengono alle mani. Il tassista ha la peggio. Purtroppo muore
Roma 1: un trafiletto.
Roma 2: intervista al prefetto di Roma su cosa fare per arginare l'ondata di criminalità
Roma 3: in entrambi i casi nessuno è intervenuto a separare i contendenti.
Accanimento terapeutico
Sono contrario all'accanimento terapeutico.
Staccate il pacemaker a Berlusconi.
Cleveland mon amour
Ci avete fatto caso che in Italia, tutti quelli che hanno avuto occasione di mettere mano all'organizzazione della nostra sanità quando han qualcosa di serio vanno ad operarsi all'estero?
Da De Lorenzo a Berlusconi.
SuperSilvio il lifting l'ha fatto a Milano ma il pacemaker a Cleveland. Da un medico che si chiama Natale. (domanda... ma se eravamo ad Aprile lo operava Pasqua?)
Opportunità
Domenica, avevo invitato a cena un'amica (per essere esatti, l'aveva invitata Gioele che da perfetto bambino di mondo ormai si è impadronito del telefono e della sezione Rapporti com mondo della vita di famiglia).
Complice un fine settimana un po' incasinato (mio babbo ha pensato bene di fare una prova generale di alzhaimer, fortunatamente - pare - risoltasi in un nulla di fatto) mi son trovato a preparare la cena alle sei e mezzzo raschiando il fondo del bari.. ehm surgelatore.
Con un po' di fantasia avevo impostato:
Antipasto: Pizzette di pasta sfoglia
Primo: Tortelli mugellani al ragout
Secondo: Pita farcita di carne saltata alla messicana.
Dignitoso no? Peccato che alle sette Gioele mi fa: Io stasera mangio come la Lucia. Mangio solo le verdure. Ma Gioele, la Lucia non è vegetaria... ARGH! La Lucia è CELIACA. (Alla fresca età di [ok, non si dice, ma comunque giuro che ha superato da tempo la pubertà] e dopo innumerevoli lasagnate si è scoperta un paio di mesi fa' celiaca. Solo che io avendola conosciutà per il 99% della mia vita di adulto come non celiaca non riesco a memorizzarlo). Rapida ricognizione del menu: da buttare e quindi:
Le pizzette di pasta sfoglia (che nel frattempo, messe in forno sulla griglia e non sulla piastra han pensato bene di afflosciarsi e colare verso il fondo cosi' che sembrano adesso degli asciughini macchiati) ormai sono irrimediabilmente decongelate... e quelle resteranno.
I torteli mugellani invece vengono riaccompagnati nel frizer e il ragout frigoriferato, mentre dal cilindro estraggo una cecina surgelata.
Le pita (merda non c'e' lievito, ma glutine si) tornano sotto la tenda tuareg e per accompagnare la carne ola mechico viene chiamato in soccorso un contorno grigliato coop.
Fantastico, ore 19:55, cena rivista e corretta:
Antipasto: Pizzette di pasta sfoglia sfagliata
Primo: Torta di ceci
Secondo: Carne saltata alla messicana.con trionfo di verdure gratinate.
Per fortuna il vino se lo e' portato lei...
Gare
Dopo una cena impegnativa (formaggi e salumi piemontesi, vini ecumenici) ho fatto una gara di alito col mio cane.
Non ha vinto il cane
Chiamatemi Giuseppe
Ieri sera mio figlio ha cominciato a mostrare segni di eccitazione particolare. Non riusciva a stare fermo, continuava a fare la spola fra la porta e il suo computer.
A un certo punto non ci siamo tenuti e gli abbiamo chiesto cosa c'era.
Marmocchio: "Sto aspettanddo Paolo"
Io: "Paolo chi?"
MArmocchio: "Il capoangelo. Ha detto che mi veniva a trovare" (babbo e mamma si toccano all'unisono i coglioni) "Si, perché quando iero dagli angeli cantavo sempre, ero il canterino degli angeli e dovevo sempre richiamarlo a cantare"
Io: ...
Marmocchio: Eccolo, eccolo, ciao Paolo (corre alla porta)
Marmocchio: venite a conoscerlo, Paolo questo è il mio babbo, questa è la mia mamma, ecco siediti li sul divano (BAbbo e Mamma giurano che se sul divano appare un incavo d'ora in avanti berranno solo orzata)
Poi Paolo si è nascosto, "Lo fa sempre"
Marmocchio: Vieni babbo, stai qui in cucina con Paolo e spiegagli che lavoro fai (mi chiude in cucina)
Da sempre, mio figlio parla della sua vita "con gli angeli" riferendosi al periodo prima di nascere.
La sera prima della notte in cui è morta la nostra cagnolina lui ci disse "Ginger è triste perché non mangerà piu'" (E notare che è morta per un embolo, quindi non c'era alcun sintomo che potesse far capire che stava male)
Fortuna che ha solo 6 anni:. non mi sento ancora pronto a spiegare come nascono i bambini al nuovo Messia. Già pulirgli il culo mi inquieta, ho sempre paura che galleggi.
Pinochet è morto
Una mia amica cattolica un giorno alla domanda "Esiste l'inferno?" rispose "L'inferno esiste, ma è vuoto".
Spero tanto che si sbagliasse...
Abolito il ticket per i codici verdi
Per il mio bilancio familiare, afflitto da un marmocchio esuberante,una mamma ansiosa e un cane cardiopatico (mix micidiale), sarà una ventata di sollievo.
Ormai da qualche anno infatti almeno metà dei nostri sabati sono dedicati alla visita al pronto soccorso. A volte oftalmico,a volte pediatrico, a volte veterinario.
Peccato che dal veterinario si paghi ancora..
Fra Sofri e Previti, io sto con Sofri
Sme, la Cassazione annulla le sentenze
"La prescrizione è ormai certa"
Qualcuno aveva dei dubbi? Inutile ripercorrere il calvario di rinvii, sospensioni, inderogabili impegni, ecezioni sollevate dai difensori in questo processo eccellente. Lo scopo è sempre stato quello. Prendere tempo, prendere tempo, prendere tempo. Del, resto (e posso capirlo) andare in galera (oddio.. galera... qui si parla al massimo di arresti domiciliari in un lussuoso palazzo romano ma insomma, sempre peggio che essere liberi è) non fa piacere a nessuno e posso pure capire che uno, certo della propria colpevolezza, ricorra ad ogni mezzo per evitarla.
Pero' cercare di contrabbandare un'estinzione del reato per prescrizione per un'assoluzione no, cazzo! Non confondiamo il culo con le quarant'ore. Non confondiamo questi loschi figuri che dal primo giorno del processo hanno solo l'obbiettivo di NON FARSI PROCESSARE con chi come, ad esempio, Adriano Sofri, fra una prescrizione (che avrebeb potuto ottenere confessando, come ha fatto Marino, esecutore materiale e reo confesso dell'omicidio Calabresi che adesso è libero senza che nessuno della cdl si sia stracciato le vesti) e un rischioso processo ha scelto il secondo. E ovviamente, perché nella realtà non ci sono storie a lieto fine, è stato condannato "a tutti i costi". Non lo dico io, lo dicono gli atti, per chi ha la pazienza di leggerli.







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