Spingendo la notte più in là
Repubblica dedica oggi un lungo pezzo all'uscita del libro in cui uno dei figli di Giuseppe Calabresi racconta il padre.
Spararono a mio padre alle 9.15 mentre apriva la portiera della Cinquecento blu di mia madre. Era appena uscito di casa, dopo vari tentennamenti che lo avevano portato a rientrare per ben due volte, la prima per sistemarsi il ciuffo, la seconda per cambiarsi la cravatta.
...
[Mio padre] invece scavalcò qualcosa, superò delle transenne, io mi attaccai ai suoi capelli, lui mi stringeva le gambe, io avevo timore, sentivo che stavamo facendo qualcosa fuori dalle regole, ma lui mi dava fiducia. Ci avvicinammo alla banda, lui parlò con qualcuno, chiese qualcosa, si piegò sul trombone e me lo fece toccare, solo per un attimo. Tornammo indietro, io ero felice, mi sentivo grande, forte, orgoglioso di stare sulle sue spalle, mi sembrava avessimo fatto una cosa coraggiosissima.
Leggo questo righe, penso al mio cucciolo e mi si stringe il cuore. So che se mi accorgessi che sto per morire penserei al mio cucciolo che esce da scuola e chiede "Perché non è venuto il babbo a prendermi?". E immagino che Calabresi abbia pensato le stesse cose. E, per sgombrare ogni possibile equivoco, lo dico forte e chiaro: Calabresi non doveva morire, non doveva essere ucciso, indipendentemente dal giudizio sull'uomo, dal fatto che per il figlio fosse un eroe e per Lotta Continua un assassino. Nessuno tocchi Caino, e nessuno tocchi Abele.
Però il 15 dicembre 1969, un uomo che Calabresi e la sua squadra stavano interrogando, è venuto giù dal quarto piano della questura. Si trattava di Giuseppe Pinelli , indagato per la strage di P.za Fontana.
Si disse che si era suicidato, davanti alle prove schiaccianti.. ma le indagini successive hanno dimostrato che la pista anarchica era una bufala.
Anche Pinelli è stato atteso invano, anche in casa di Pinelli i telefoni hanno squillato, e qualcuno ha suonato alla porta e ha detto "Giuseppe ha avuto un incidente, è in ospedale..."
L'inchiesta sulla morte di Pinelli si concluse attribuendo la morte di Pinelli ad un malore attivo, secondo la sentenza pilatesca del giudice Gerardo D'Ambrosio: lo stress degli interrogatori, le troppe sigarette a stomaco vuoto unito al freddo che proveniva dalla finestra aperta avrebbero causato un malore e Pinelli, invece di accasciarsi, avrebbe spiccato un balzo in avanti, causando la caduta.
Del resto nemmeno su Piazza Fontana o su Piazza della Loggia siamo riusciti a capire qualcosa.
Io per primo.
Però su una cosa sono disposto a scommettere: Sofri non ha mandato Marino a sparare a Calabresi.
Dasvidanie
Qualcuno ha visto passare la primavera?
No, Firenze non era cosi' oggi, però fa un freddo che si "stianta", l'acacia in giardino ha chiesto uno scaldino e il cane tenta surrettiziamente di infilarsi sotto le coperte.
L'unico che se ne frega è Gioele, che è nato decisamente troppo a sud, almeno secondo il suo termostato interno. Il bimbo è sempre deliziosamente tiepido qualunque sia la temperatura esterna, ha messo l'ultimo golfino di lana 3 anni fa e sabato di fronte alla mamma che suggeriva che il tempo piovoso e le raffiche di vento consigliassero l'uso di un taxi ha risposto "Un po' di pioggia un mi spaventa".
Del resto, il nostro grido di battaglia la mattina quando saliamo sullo scooterone per andare a scuola è "Non saranno due gocce d'acqua a fermare due motociclisti come noi!"
Il mio desktop
Per la festa del papà il mio cucciolo mi ha regalato un papero di pezza "così ti fa compagnia quando non ci sono io". Va precisato che quando era piccolo (e qualche volta anche adesso attirandomi sguardi a metà strada fra l'intenerito e l'incazzato) lo chiamavo papero.
Ecco quindi la mia nuova postazione aziendale. (Guardate il papero, non la gnocca)
Fort Villani, the Bronx
Oggi si e' scontrato giocando e ha preso una botta sul naso, che potrebbe pure starci, pero',nonostante perdesse sangue dal naso e' stato "soccorso" dalla C., non dalla maestra, che comunque ha scritto una nota sul quaderno (basata presumo sui racconti dei bambini visto che non era presente ne durante ne' dopo).
Quello che mi fa imbestialire e' che poi ha raccontato che tornando da mensa due compagni [di cui non faccio il nome] lo hanno preso, portato lontano dalla classe e levato una scarpa (dice che G. ha visto), finche' non e' passata una maestra di un'altra classe e li ha sgridati.
Gli ho chiesto se G. e' intervenuto o se ha cercato di attirare l'attenzione della sua maestra, ma mi ha risposto che i bambini dovevano rientrare in classe dove la maestra li aveva preceduti (e quindi non poteva sentirlo).
Gli altri episodi si riferiscono a pestaggi (due/tre contro uno) durante le uscite in cortile o nei trasferimenti fuori dalla classe, o "dispetti" a mensa.
Gli ho raccomandato di fare gruppo con i suoi amici, ma sembra non basti o non sia permesso per via della disposizione dei posti.
Io resto un po' sgomento.. ho il ricordo della mia maestra delle elementari... che era all'ultimo ciclo prima della pensione, e che ci doveva fare tutto.. (compreso ginnastica) da sola.
C'erano poi le bidelle (santi angeli del te', rimedio miracoloso per mali di pancia e ogni altro disturbo).
Fine.
Non ricordo di aver mai preso uno schiaffo ne tantomeno un pugno da un altro bambino o, se per questo, di averne dati.
Non ricordo che prendessimo mai anche solo in considerazione "l'idea" di alzarci e girare per la classe mentre la maestra parlava. Non c'era nemmeno il giardino, portato via dall'alluvione il primo mese di scuola e ripristinato solo molti anni dopo quando ero ormai al liceo.
Eppure c'erano bambini, come si suol dire, di ogni estrazione sociale. Eravamo una normalissima classe elementare dei primi anni 60.
Cos'e' successo allora adesso? Bastano 5 anni di Moratti a spiegare tutto? O siamo tutti troppo disattenti, stressati, angosciati, schizzati e la scuola altro non è che il luogo dove esplodono le immancabili contraddizioni?
Erba velenosa
Vacillo, lo ammetto, vacillo.
Da padre, sento che potrei tirarla la famosa prima pietra su Olindo e Rosi, i due assassini deficienti. Deficienti, perché se in quelle testoline piene di segatura ci fosse stato un barlume di senso comune avrebbero capito che se ammazzi una persona che ti ha fatto causa due giorni prima dell'udienza in tribunale forse uno scontrino sgualcito come alibi non è un granché. E se avessero capito questo Youssof starebbe ancora giocando col suo pigiamino addosso.
Per questo, da un migliaio di anni su per giù ci siam fatti l'idea che la giustizia l'amministri gente che lo fa di mestiere e che riesca ad allontanarsi dalle vicende quel tanto che basta per rappresentare la nostra parte migliore e non quella, animalesca, che vorrebbe Rosi e Olindo sgozzati in piazza come quel bimbo.
Un unico pallido raggio di sole illumina questa vicenda.
La polizia, dopo un primo innamoramento, ovvio e scontato nelle terre della lega, per la pista del regolamento di conti fra extracomunitari (visto che il papà magrebino additato immediatamente come colpevole da tutta la stampa aveva avuto la dubbia fortuna di essere a Tunisi), ha saputo riscattarsi e cercare questi due bravi italiani, lavoratori, il cui commento agghiacciante, registrato dai microfoni degli investigatori è stato:
"Ora si che si dorme bene"
Chiamatemi Giuseppe
Ieri sera mio figlio ha cominciato a mostrare segni di eccitazione particolare. Non riusciva a stare fermo, continuava a fare la spola fra la porta e il suo computer.
A un certo punto non ci siamo tenuti e gli abbiamo chiesto cosa c'era.
Marmocchio: "Sto aspettanddo Paolo"
Io: "Paolo chi?"
MArmocchio: "Il capoangelo. Ha detto che mi veniva a trovare" (babbo e mamma si toccano all'unisono i coglioni) "Si, perché quando iero dagli angeli cantavo sempre, ero il canterino degli angeli e dovevo sempre richiamarlo a cantare"
Io: ...
Marmocchio: Eccolo, eccolo, ciao Paolo (corre alla porta)
Marmocchio: venite a conoscerlo, Paolo questo è il mio babbo, questa è la mia mamma, ecco siediti li sul divano (BAbbo e Mamma giurano che se sul divano appare un incavo d'ora in avanti berranno solo orzata)
Poi Paolo si è nascosto, "Lo fa sempre"
Marmocchio: Vieni babbo, stai qui in cucina con Paolo e spiegagli che lavoro fai (mi chiude in cucina)
Da sempre, mio figlio parla della sua vita "con gli angeli" riferendosi al periodo prima di nascere.
La sera prima della notte in cui è morta la nostra cagnolina lui ci disse "Ginger è triste perché non mangerà piu'" (E notare che è morta per un embolo, quindi non c'era alcun sintomo che potesse far capire che stava male)
Fortuna che ha solo 6 anni:. non mi sento ancora pronto a spiegare come nascono i bambini al nuovo Messia. Già pulirgli il culo mi inquieta, ho sempre paura che galleggi.
Abolito il ticket per i codici verdi
Per il mio bilancio familiare, afflitto da un marmocchio esuberante,una mamma ansiosa e un cane cardiopatico (mix micidiale), sarà una ventata di sollievo.
Ormai da qualche anno infatti almeno metà dei nostri sabati sono dedicati alla visita al pronto soccorso. A volte oftalmico,a volte pediatrico, a volte veterinario.
Peccato che dal veterinario si paghi ancora..






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